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LA CRISI DELL’OSPEDALE DI SORA E’ FIGLIA DELLA CRISI DEL PDL

Tutta la nostra solidarietà e comprensione ai dipendenti, dottori e malati/utenti dell’ospedale di Sora. La preventivata chiusura di molti reparti del nostro ospedale dal piano Bondi, tecnico con licenza di tagliare, non può passare sulla nostra pelle senza dire niente. Certo ci sorprende questo richiamo al “furor di popolo” che da sempre è stato (mal) visto come prerogativa della sinistra italiana e ora invece diventa l’ultima moda dei politici locali del PDL. Eppure quest’ultimi sono (e sono stati per anni) i nostri delegati in Comune, Provincia e Regione, presenti cioè nei luoghi più idonei a risolvere i problemi del nostro ospedale. Non possiamo perciò dimenticarci, per onestà politica, le responsabilità politiche amministrative di chi oggi pare stare in prima linea per l’ospedale, tutt’oggi appartenete alla lista della PDL Renata Polverini che ha anche ricoperto per 3 mesi il mandato di consigliere regionale (Sig. Enzo Di Stefano) cumulandone anche i benefici economici del caso. La stessa giunta Polverini che annota tra le sue fila il consigliere Franco Fiorito (PDL) in galera insieme al consigliere Maruccio (IdV) per aver sottratto e speso in viaggi, ville, auto di lusso, ostriche e champagne e giocato alle slot machine i soldi di noi contribuenti che i partiti si sono attribuiti senza nessun onere di rendicontazione e senza nessuna moralità pubblica e politica. Il piano di ridimensionamento dell’ospedale è vecchio di almeno 2 anni, piano che la stessa Polverini aveva iniziato con la chiusura di altri ospedali della provincia di Frosinone (Pontecorvo,…) e preannunciato la chiusura degli stessi reparti del nostro ospedale a causa della allegra gestione fallimentare del precedente governatore Storace (La Destra – PDL) amico delle strutture sanitarie private, che aveva portato la sanità laziale ad un deficit finanziario superiore ai 10 miliardi di euro. La causa del disastro della sanità della Regione Lazio e dell’ospedale di Sora è in massima parte colpa del PDL e dei suoi rappresentanti locali, provinciali e regionali. Disastro che il tecnico Bondi non ha fatto altro che certificare oggi con le stesse modalità già previste dalla giunta di Renata Polverini (PDL). Il sig. Enzo Di Stefano avrebbe dovuto peronare meglio la causa dell’ospedale di Sora presso la sua presidente Polverini già tre anni fà, ma non lo ha fatto o se lo ha fatto, lo ha fatto molto male. Come male hanno fatto l’on. Pallone (PDL) e lo stesso presidente del consiglio regionale On. Abbruzzese (PDL) sempre pronto a venire a Sora “a farsi bello” in ogni manifestazione sponsorizzata dal Comune di Sora con sindaco Terisigni e presidente Giacomo Iula in testa (PDL) ma abile pure ad evitare ogni impegno per il nosocomio sorano, a favore dei quello di Cassino. Oggi sono tutti preoccupati del futuro dell’ospedale di Sora ma fino a ieri non sono stati capaci nemmeno di avere assicurazioni dai loro onorevoli referenti. Diciamo perciò che le responsabilità dell’attuale stato di crisi del nostro ospedale sono tutte a loro carico e che pertanto, rifiutiamo di fare “di tutta una erba un fascio”. Il diritto alla salute e il diritto al lavoro non sono opzional da utilizzare in ogni campagna elettorale. Non si può speculare sul tema della salute e degli ospedali pensando di poterne fare un’altra, l’ennesima, campagna elettorale agitando oggi “insurrezioni popolari” e raduni di massa per sentirci fare ancora promesse… promesse… promesse… sulla pelle dei malati, delle loro famiglie e dei lavoratori sanitari.

I cittadini italiani e del nostro territorio, anche utente dell’ospedale di Sora, hanno capito e devono capire che non possono essere le promesse dei questi politici che possono risolvere la grave crisi dell’ospedale di Sora.

Oggi dobbiamo dire con la massima chiarezza che CHI NON E’ STATO IERI UN BUON POLITICO NON LO SARA’ NEMMENO DOMANI. La Regione Lazio ha bisogno di un governance VERDE-Sinistra che metta al primo posto del suo programma politico la difesa della salute dei cittadini e dunque anche della nostra struttura sanitaria e dell’ambiente geografico in cui opera. Salute e lavoro si garantiscono anche con la prevenzione dei rischi sanitari dall’inquinamento ambientale industriale. La Sanità come tutto il walfare, lo Stato Sociale, la scuola, l’ambiente, la cultura, le protezioni economiche “minime” per la popolazione meno ambiente, sono un requisito fondante e fondamentale che la nuova giunta regionale deve possedere per assicurare lo sviluppo di queste aree pubbliche, al contrario della politica del PDL che preferisce “curare” i privilegi delle “cricche d’affari” dei privati amici degli amici. Perciò, la salvaguardia e il potenziamento del nostro ospedale passa prima di tutto, dalle urne delle prossime elezioni regionali e nazionali.

Il diritto alla salute e al lavoro deve tornare un tema politico nazionale e non delegato a 4 strilloni dimostratesi già da tempo impotenti a governare queste esigenze.

Maurizio D’Andria

Ecologisti – VERDI Sora


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